Un satellite della NASA scopre 39 punti di contaminazione globale non dichiarati.

Simulación gráfica del satélite Aura, lanzado al espacio en 2004 Simulación gráfica del satélite Aura, lanzado al espacio en 2004 NASA

I governi e le imprese di tutto mondo sono obbligati  a dichiarare le emissioni dei gas inquinanti prodotti dalle propie attività. In questo catalogo di emissioni si considerando anche i gas relativi all'effetto serra che sono la causa probabile del cambiamento climatico.

I dati riportati nel presente inventario servono, ad esempio, per conoscere le responsabilità di ogni paese rispetto ai problemi di contaminazione globale e del cambio climatico, e per fissare come obiettivo dell'accordo internazionalie quello di ridurre le emissioni gassose industriali.

Non sempre è facile verificare che i dati sulle emissioni forniti dalle aziende e dai loro governi siano esatti ed in varie occasioni si erano fatte speculazioni sulla possibile occultazione di grandi fuochi di contaminanzione dovuti alle emissioni.

Il Monitoraggio spaziale aiuta il pianeta

Un team di ricercatori canadesi e statunitensi ha utilizzato i dati registratii dal satellite scientifico Aura della NASA analizzandoli con un nuovo sistema rivolto a di scoprire le effettive emissioni reali di gas serra nell'atmosfera come ad esempio il biossido di zolfo, proveniente da fonti naturali come i vulcani o da attività umane come la combustione di idrocarburi nie pozzi e nelle raffinerie di petrolio.

L'anidride solforosa è un gas con effetti molto negativi per l'ambiente e la salute delle persone; in particolare è coinvolto nei processi di formazione delle piogge acide ed aumenta l'effetto serra (e quindi il cambiamento climatico).

I risultati della ricerca guidata da Chris McLinden sono stati presentati questa settimana in un articolo pubblicato nella rivista Nature Geosciences e sono davvero illuminanti.

 

I fuochi contaminanti che non vengono visualizzati nell'inventario

Le osservazioni del satellite Aura durante il periodo 2005-2014 hanno permesso di scoprire 39 punti del pianeta da cui vengono emesse grandi quantità di biossido di zolfo nell'atmosfera senza che le stesse aziende ed i rispettivi governi abbiamo dato informazioni al riguardo.

Inoltre, i dati analizzati dai ricercatori indicano che ci sono centinaia di punti nel mondo in cui le effettive emissioni di gas inquinanti sono molto superiori a quelle dichiarate dalle imprese e dai rispettivi governi

Le 39 fonti non dichiarate sono principalmente giacimenti di gas e petrolio, centrali elettriche che bruciano carbone o petrolio e industrie tipo fonderie.

Dei 39 punti non dichiarati ufficialmente, 14 si trovano i Medio Oriente e 12 di essi sono correlati a pozzi e raffinerie di petrolio dei paesi come Emirati Arabi Uniti,  Arabia Saudita, Qatar, Iran e Kuwait

Nell'articolo scientifico nonsono elencati uno per uno i punti di emissioni non dichiarate, ma si mostra un grafico di esempio della zona del Golfo Persico. Il resto dei punti inquinanti non dichiarati sono stati trovati, per ordine d'importanza ,in Messico, Russia, Cina ed uno anche in Marocco.

L'articolo include una semplice mappa del mondo che rappresentai punti emissione scoperti ed i paesi responsabili.Nella mappa è anche pssobile distinguire altri punti di emissione di origine naturale, come vulcani, che dovrebbero essere presi in considerazione per migliorare la gestione complessiva dell'inquinamento atmosferico del pianeta.

Per creare un inventario completo ed accurato bisogna conoscere, in primo luogole posizioni geografiche delle fonti di inquinamento. Grazie all'uso dei satelliti come l'Aura, "possiamo avere una misurazione indipendente di queste fonti di emissione", con un grado molto più affidabile rispetto ai dati forniti dalle e dagli enti governativi, ha detto Chris McLinden.

Articolo di riferimento scientifico:

Space-based rilevamento di mancanti anidride solforosa fonti di inquinamento atmosferico globale. Chris A. McLinden, Vitali Fioletov, Mark W. Shephard, Nick Krotkov, può Li, Randall V. Martin, Michael D. Moran, Joanna Joiner. Nature Geoscience, 2016; DOI: 10.1038/ngeo2724

Tratto da: l'avanguardia (http://www.lavanguardia.com/natural/20160602/402234997743/satelite-aura-nasa-descubre-contaminacion-secreta.html)

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